
Oggi la mamma avrebbe compiuto 104 anni. Certamente troppi per il suo grado di sopportazione della vita. Lei che non ha fatto in tempo a compierne settantasette, solo poco più della mia età attuale!
Però qualcosa mi dice che nel suo rinascere al cielo, la situazione dev’essersi aggiustata. E lei ora probabilmente è felice e in ottima compagnia.
Insomma, ecco come la penso io: lì, lassù intendo, o forse quaggiù ma ad una frequenza che non possiamo percepire, dev’esserci un grande condominio.
Me lo immagino con tantissime villette a schiera tinteggiate con colori pastello o brillanti (siete mai stati a Burano?) e circondate da un semplice prato verde, senza siepi, su cui crescono fiori spontanei: margherite, papaveri, iris, nontiscordardimé.
Man mano che i nuovi arrivati, ancora un po’ confusi e incerti, si orientano e cercano una sistemazione nella villetta a loro assegnata, il mega condominio prende sempre più vita.
Le famiglie si ricompattano, le comitive si ritrovano, le barriere del tempo e della sofferenza cadono.
Lasciati qui dolori, tribolazioni, incomprensioni e fatiche, io credo che, se in questa dimensione che viviamo al momento abbiamo fatto un buon percorso e ci siamo lasciati cogliere dalla primavera che ci ha fatti trasformare da semi in frutti, continueremo a fiorire e splendere, forse guardando finalmente la luce negli occhi.
Il problema è però di chi resta qui e non può più stringere la mano di chi ha cambiato “frequenza”, non può carezzarne il viso, non può tessere un dialogo.
Certo, lo so, devo accettare che questa è la vita, devo accoglierne il fluire inarrestabile che comporta anche separazioni e sperdimenti. Non è facile per chi è abituato alla fisicità, al calore, alla presenza. Ma ci lavoro!
Nel frattempo, mamma, auguri per il tuo ragguardevole compleanno in cielo e per questa tua lunghissima e splendente vita.
Un bacio a papà e a tutti i tuoi vicini di villetta. Un bacio in particolare a Luigi mio. Te lo affido.
