Mi sfiori

Stamattina alle nove sono stata in chiesa. Troppo caldo per pensare di uscire alle diciotto, mi si scioglie il cervello al solo pensiero! C’era tanta gente e persino coppie coraggiose con bimbi davvero piccini. Mentre agitavo il ventaglio fino a slogarmi il polso, una birbantella mi è passata vicino. Avrà avuto si e no due o tre anni, due codini separati da una riga non esattamente diritta (chissà quanto avrà penato la mamma a pettinarla, io ne so qualcosa!) che sballonzolavano allegri ad ogni suo saltello, uno sguardo impertinente e furbo, e una velocità nei gesti che la rendeva inafferrabile alla mamma inseguitrice. Si è andata a piazzare di fronte al sacerdote che, per guardarla intenerito e divertito dalla sua curiosità e dalla sua grazia, ha anche per un attimo perso il filo del discorso su pani e pesci.

E mi sono sentita sfiorata dal tuo sguardo, dalla tua presenza. Sarà stato forse per quel cromosoma in più che rendeva così speciale quella bimba e che mi ha subito riportata a te. Sarà che ho pensato che l’avresti seguita con lo sguardo intenerito, e se possibile l’avresti presa per la manina e l’avresti fatta correre lungo la navata della chiesa. La chiesa è di tutti e soprattutto dei bambini avresti risposto alla mia occhiata disapprovatrice per il mancato rispetto delle regole! E l’avresti anche aiutata nell’impresa che la mamma non le ha consentito: prendere i cestini delle offerte e scaraventare in aria tutte le monetine come divertenti coriandoli. Ricordi la festa e relativa pioggia del dirò in un giorno di febbre dei nostri bambini? Cos’ho trovato tornando a casa dal lavoro! Didò dappertutto, loro divertitissimi, tu con gli occhi liquidi di gioia per averli fatti divertire e io furiosa. Avrei potuto risparmiarmi tanta rabbia e divertirmi di più anch’io.

Quanto forte era il tuo rispetto per i diritti degli altri che ti facevano mettere sotto i piedi i tuoi. Quanto grande era la tua tenerezza nei confronti dei piccoli, dei deboli, degli svantaggiati ad onta di tutto, a costo di tutto! Sei stato con me durante tutta la celebrazione e mi respiravi accanto sfiorandomi la spalla e tenendomi per mano. Abbiamo condiviso anche noi, se non pani e pesci, respiro e amore.

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